lunedì 28 maggio 2012

Il tagete va con tutto


Tagetes minuta




Tagetes Erecta (African Marigold)
Tagetes Patula (French Marigold)



Tutte le aiuole in giardino erano divise da minuscole siepi di tagete e anche i campi di fiori più grandi ne avevano in mezzo dei ciuffi.
Chiedemmo a Monsieur Noël perché ne coltivava tanti e lui rispose: “Fan bene a tutto”.
Poiché c’erano anche diverse piante dalle quali Madame Noël ricavava delle disgustose tisane che voleva propinarci al più piccolo segno di malattia, noi pensammo che il tagete fosse una pianta magica contro tutti i malanni del corpo. Ma in realtà la salute a cui si riferiva Monsieur Noël era quella delle piante. Il profumo e l’umore delle radici sono di un’utilità incredibile sia per il giardino che per l’orto che per la serra.
Da allora ne abbiamo visti molti filari nei giardini delle ville in Inghilterra, ma non crediamo che i proprietari, al contrario di Monsieur Noël, siano perfettamente consapevoli che il tagete uccide i vermi di terra e gli afidi. Patate e pomodori ne hanno bisogno come il pane.
Il Tagetes minuta è ancora più potente del Tagetes Patula (French Marigold) o Tagetes Erecta (African Marigold); e in Messico è il fiore consacrato alla Dea dell’agricoltura

Da: Il giardino delle vecchie signore di Maureen e Bridget Boland


Una zuppa per le rose


Si scoprono tantissime cose per caso.
Noi siamo bravissime a scoprire quasi tutto per caso. Il primo fanatico uso dei detersivi, quando apparvero per la prima volta dopo la guerra, causò formazioni di grasso nell’acqua per lavare. Il grasso, raggrumato in bolle, formava a sua volta grosse focacce di unto nel tombino sotto la finestra di cucina. Si era a Londra e c’era ancora il razionamento, e buttare via quello che poteva anche sembrare una specie di zuppa commestibile non stava bene. La seppellimmo nel cuor della notte in fondo al giardino poco lontano dalle radici di una rosa rampicante che era sempre stata un po’ striminzita. Quell’anno la rosa fiorì stupendamente e da allora fiorì sempre. Abbiamo continuato a nutrire le rose con il grasso, chiedendo a volte al macellaio di tenerci via qualche scarto.
Quando siamo andate in campagna abbiamo continuato il primo anno a fare lo stesso. Ma una ad una tutte le nostre belle rose venivano immediatamente aggredite e strapazzate intorno alle radici dalle volpi che sono numerose nei boschi intorno a noi. Fummo costrette a smettere. Ma per chi ha il giardino in città oppure cintato da alti muri o reti metalliche è una pratica eccezionalmente raccomandabile

Da: Il giardino delle vecchie signore di Maureen e Bridget Boland

Piantar fragole



Per le fragole, e solo per le fragole, conviene mescolare al terreno quel terriccio superficiale preso da sotto pini ed abeti e coprire con una spruzzata di aghi ( di pino o abete), pigne frantumate e anche rametti. Dicono che questo sistema migliori da pazzi il sapore delle fragole.
Se avete delle conifere intorno alla casa avrete notato che gli aghi si incuneano fra le tegole e quando piove si ammucchiano nella grondaia. Il raccoglierli, oltre che utilizzarli per le fragole, serve inoltre a tener pulite le grondaie

Da: Il giardino delle vecchie signore di Maureen e Bridget Boland

domenica 27 maggio 2012

Materassi per fagioli


Non è stata una nonnina a dirci di mettere dei capelli lungo i solchi quando si piantano i fagioli, ma un barbiere che aveva lasciato il negozio in città e se ne andava in giro a fare barba e capelli a domicilio ai vari pensionati di campagna.
L’unico rimpianto per il vecchio negozio era che adesso, lavorando da solo, metteva insieme pochi capelli.
Gli autobus di campagna sono posti stupendi per incontrare vecchie donne sagge.
Una volta ne incontrammo una che diceva che sua nonna cardava e ricardava i vecchi materassi proprio per usare, allo stesso scopo, il crine di cavallo. E teneva via anche i peli residui dalla pulitura dei cani e dei gatti e i capelli che cascavano quando si pettinavano lei, i suoi figli e tutta la famiglia. I piccoli animaletti nocivi, diceva, ci si impigliano, dentro, e il crine, così duro e sottile, basta da solo a infilzarli. Sappiamo tutti come soffre un bambino con le gambine nude quando è seduto su un divano di crine! Poi gli scienziati hanno scoperto che i capelli sono ricchi di minerali e di sostanze chimiche usati nei fertilizzanti ora in commercio, ben più costosi…

Da: Il giardino delle vecchie signore di Maureen e Bridget Boland


domenica 20 maggio 2012

Seminare nudi


È curioso come nei vecchi erbari si consiglia di seminare non solo quando la luna è piena, ma di seminare nudi. “I migliori agricoltori preferiranno il seminatore di rape e barbabietole che semina nudo, e questo egli farà per se stesso e per i suoi vicini”. Forse si riteneva che gli Dei proteggessero di più il povero nudo umile seminatore che i ricchi terrieri, ma forse il consiglio non era dato unicamente per propiziare magici interventi; non dovremmo mai seminare quando il terreno è troppo freddo, meglio farlo quando possiamo stare nudi, o quasi. Abbiamo sentito dire che nel Lincolnshire i contadini, per sapere se il terreno è al punto giusto per seminare l’orzo, si tolgono i calzoni e si siedono per terra: se per loro va bene, va bene anche per l’orzo. Con l’incremento della popolazione (che renderebbe arduo fare vere e proprie prove di nudo) basterà probabilmente controllare il terreno con il gomito, come fanno le mamme per sentire il calore del bagnetto dei loro bambini

Da: Il giardino delle vecchie signore di Maureen e Bridget Boland


Gli effetti della luna



Qualsiasi vecchina vi dirà di seminare e trapiantare solo con la luna crescente e mai con la luna calante.
Gli scienziati ci sono arrivati adesso, scoprendo l’effetto delle fasi lunari sul campo magnetico terrestre, che periodicamente agiscono sulla crescita. Hanno accertato che l’acqua, ovunque, anche quella contenuta nei più piccoli organismi viventi, è soggetta a spostamenti simili alle maree. La luna inoltre agisce sull’atmosfera terrestre e secondo le statistiche è molto probabile che ci siano forti acquazzoni dopo la luna piena o la luna nuova (ciò che tutti desidereremmo dopo aver seminato).
Dicono che la crescita di una patata in laboratorio, a costanti livelli di calore e di luce, mantiene sempre un ritmo che riflette la fase lunare.
La Vecchia Signora, senza laboratori né statistiche, sa dall’esperienza cosa è meglio per dare alle piante un buon vantaggio di partenza

Da: Il giardino delle vecchie signore di Maureen e Bridget Boland

giovedì 17 maggio 2012

Il Graal - XII


Collegato al mistero della Tumba di Rotari era la scritta “Terribilis est locus iste. Hic domus Dei. Est Porta Coeli”, che tradotta diventa “Questo luogo è terribile. Questa è la casa di Dio. Questa è la porta del cielo”. La scritta è tratta da un passo della Bibbia dove si narra del sogno di Giacobbe. In questo sogno Giacobbe vide una scala che poggiava sulla terra e raggiungeva il cielo. Al risveglio ebbe timore e disse “come è terribile questo luogo! È la casa di Dio e questa è la porta del cielo” e diede il nome di Betel a quel luogo che prima si chiamava Lux. Questa scritta contiene indizi importanti che possono identificare la natura di Monte Sant’Angelo, ponendolo nella categoria di luoghi privilegiati per le iniziazioni a carattere fortemente esoterico e occulto. E non solo. La scritta di solito indica anche posti fortemente sacri, varchi privilegiati in cui la dimensione umana e divina arrivano a sfiorarsi.
A questo punto è opportuno tornare al mistero della scritta sul portale della chiesa di San Michele. Dalle ricerche finora effettuate, è apparso chiaro come Monte Sant’Angelo sia un antico ma dinamico centro di un culto segreto che possiamo definire eretico, in cui si ravvisano influenze egizie, celtiche, ebraiche, gnostiche. Questo antico santuario contiene criptate nei suoi monumenti informazioni preziose non solo sulla storia mistica dell’umanità, ma soprattutto sulle modalità con cui, tramite un percorso iniziatico, è possibile accedere a una dimensione superiore trasmutando se stessi per ristabilire l’originaria condizione umana e di conseguenza il legame uomo-Dio, spirito e materia. Perché un santuario dedicato al culto ermetico, portato avanti dai seguaci dell’antico ordine di Melki-Tsedeq, è indicato come terribile? La dicitura ebraica Beth El, la casa di Dio, è sinonimo delle montagne sacre poiché si è compiuta una manifestazione divina. Secondo alcune testimonianze, di notte si manifesterebbero nel santuario forze sovrumane. Ma perché tali manifestazioni divine sono da considerarsi terribili? Terribilis in latino significa spaventevole, ma anche venerabile. La traduzione potrebbe essere sia “questo luogo è venerabile”, sia “questo luogo è spaventoso”. Il latino, lingua sacra per eccellenza, riesce a rendere con una sola parola, l’idea della dualità ma anche della necessità che, questa dualità, sia racchiusa in un principio unico. Inoltre, il latino pone in rilievo i due elementi principali del sacro: la luce e il buio. È come se esistesse una scala graduata alla cui estremità si ha la massima purezza, tutto ciò che è venerabile, nel mezzo la scala si abbassa al quotidiano, al profano, infine, all’estremità, si hanno le cose più terribili, magari impure o orribili. Se ne deduce che esiste una sorta di potere magico legato alle due estremità e che l’estremità pura non può essere violata dal sacrilegio. La scritta può essere interpretata come un segnale della presenza di un luogo particolarmente sacro, situato in prossimità delle ley lines e potrebbe provocare, perciò, nell’iniziato o nel credente una doppia reazione: spavento, terrore del primo contatto con il sovrannaturale, o la venerazione dell’adepto al mistero ivi contenuto. Entrando nel santuario si entra nella porta che dà accesso al cielo, ossia al mondo superiore che è in fondo la casa, il luogo in cui il divino risiede. Ma perché allora altri luoghi ugualmente sacri e importanti non sono stati così contrassegnati? Forse appunto perché alcuni luoghi non sono soltanto sacri, ma anche custodi di un segreto terribile. Terribile per chi? Il termine terribile si adatta alla perfezione all’idea del segreto sacro. Un segreto può essere fonte di venerazione per l’iniziato che intraprendendo un cammino di trasmutazione interiore e pertanto può essere ammesso al suo cospetto. Ma per la gente comune, spiritualmente addormentata e psicologicamente impreparata può essere terribile e devastante. Ma può, inoltre, essere terribile soprattutto per i dogmi del potere costituito, creatore e sovrano degli schemi mentali delle persone. Si tratta di conoscenze improntate sulla gnosi, ossia su di un contatto diretto, privo di intermediari, con il Divino, unico modo per riuscire a ritrovare la scintilla divina dentro di sé : il famoso Regno di Dio.

Da: Chi ha orecchie per intendere intenda - Simboli e segni della chiesa del Graal di Anonimo